Il Kivu è una regione di 256mila km2 nell'est della Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire, ex Congo belga) che prende il nome dal lago Kivu che, con una superficie di 2700 km² è uno dei grandi laghi africani. Il Kivu confina con il Rwanda, il Burundi e il lago Tanganika (Tanzania). La regione è divisa dal punto di vista amministrativo in Nord Kivu (il cui capoluogo è Goma, dove si concentrano gli scontri di questi giorni) e in Sud Kivu, con capoluogo Bukavu.
I due Kivu sono stati definiti la “Svizzera dell'Africa centrale” per la ricchezza del loro sottosuolo (oro, diamanti, coltan, uranio, niobio, cassiterite, ecc.. vedi anche Fides 14/3/2007) e il potenziale forestale, agricolo, idrico ed energetico (petrolio e gas sotto i laghi Kivu e Tanganika).
Bisogna partire dalla presenza di queste ricchezze per comprendere la ragione delle guerre che dal 1994 attanagliano la regione, perché il cosiddetto conflitto etnico appare una motivazione pretestuosa e fuorviante. come scrivono i missionari di Pace per il Congo in un documento inviato a all'Agenzia Fides: “i tutsi e gli hutu sono oggi rappresentati in tutte le istituzioni politiche sorte dalle elezioni, lavorano nelle imprese pubbliche e private e nelle organizzazioni umanitarie allo stesso titolo che le altre etnie del Congo e avviene in tutte le province del Paese. E ci si può rallegrare nel vedere ricostruirsi i legami di amicizia tra i bambini, gli alunni tutsi e quelli delle altre etnie del Paese”.
La storia recente. Il Kivu è sempre stato terra d'immigrazione per le popolazioni (sia hutu sia tutsi) provenienti dal Rwanda. Nel 1994 le milizie hutu interahamwe, responsabili del genocidio rwandese, si rifugiano nel Kivu, da dove iniziano a compiere incursioni in Rwanda, dove era andato al potere un governo formato in gran parte da tutsi provenienti dalla diaspora dell'Uganda.
Accanto ai miliziani e agli ex appartenenti all'esercito regolare rwandese vi erano centinaia di migliaia di civili che si erano rifugiati nell'allora Zaire, per sfuggire alle rappresaglie.
Nel 1996 l'esercito rwandese attraversa la frontiera con lo Zaire per cacciare le milizie interahamwe e appoggiare una coalizione di ribelli congolesi capeggiati da Laurent Desiré Kabila (il padre dell'attuale Presidente Joseph Kabila). Questi ultimi si impadroniscono del potere dopo aver cacciato l'ormai morente Maresciallo Mobutu, il padre-padrone del Paese dal 1965. Kabila padre diventa Presidente e rinomina lo Zaire “Repubblica Democratica del Congo”.
Nel 1998 scoppia una nuova guerra tra il Congo (appoggiato da Angola e Zimbabwe), il Rwanda e l'Uganda. Il conflitto ha l'epicentro nel Kivu, dove i contendenti appoggiano gruppi di guerriglia locali. Tra questi vi è il Raggruppamento Congolese per la Democrazia (RCD), dal quale fa parte Laurent Nkunda. Dopo una serie di negoziati si avvia il processo di pace che porta a libere elezioni nel 2006 (vinte da Joseph Kabila che ha sostituito il padre, assassinato nel gennaio 2001). L'RCD diventa un movimento politico ed i suoi uomini dovrebbe essere integrati nel nuovo esercito congolese. Nkunda, nominato generale dell'esercito regolare, rifiuta però di obbedire agli ordini e con una parte degli effettivi dell'RCD crea il Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo (CNDP). Nkunda afferma di volere difendere la popolazione tutsi congolese dalle milizie hutu interahamwe ancora presenti nell'area. Il Rwanda, con la stessa motivazione, appoggia Nkunda (in realtà sono anni che queste milizie hanno cessato gli attacchi contro il territorio rwandese). Nonostante l'accordo di pace di Goma (gennaio 2008), firmato anche da Nkunda, che doveva avviare il programma “Amani” per riportare la pace nel nord Kivu e la presenza di 17mila caschi blu della Missione dell'ONU in Congo (MONUC), la guerra è ripresa, più violenta di prima.
Nkunda ha ora denominato la sua formazione militare “Movimento per la Liberazione Totale del Congo (MLTC)”, lasciando intendere un cambio di strategia. Scrive “Pace per il Congo”: “Il vero progetto di Nkunda potrebbe essere quello della destabilizzazione dell’intero Paese attraverso la guerra, con tutte le sue conseguenze: 1.200.000 sfollati nel Kivu, costretti a vivere nelle condizioni più miserabili, in modo da indebolire e stremare le varie popolazioni del Kivu, per metterle nelle condizioni di accettare la creazione di un nuovo Stato” le cui risorse minerarie ed energetiche sarebbero sfruttate da chi, con ogni probabilità, sta finanziando questa nuova guerra.
sabato 1 novembre 2008
venerdì 31 ottobre 2008
Giulia...
In bocca al lupo per il tuo esame di stato e...
Sono fiero di te!
Basta che finisci questa benedetta laurea!!! ;-)
Sono fiero di te!
Basta che finisci questa benedetta laurea!!! ;-)
martedì 21 ottobre 2008
1 mese....

...cos'è un mese??4 settimane, 30 giorni, 720 ore circa...ecc..ma in questo momento per me è esattamente quanto manca alla mia laurea...
La maggior parte della gente che segue questo blog dirà.."bastaaaaaaaa ancora?" in effetti ultimamente questo è stato l'argomento preponderante delle mie conversazioni... =)
Perdonatemi gente ma vorrei condividere con voi cosa significa tutto questo per me...
Innanzitutto significa completare un ciclo..di studi, ma anche di vita, visto che non ho nessuna intenzione di progredire con la mia carriera sui banchi di scuola. Insomma si tratta di diventare finalmente "grande", di entrare nel mondo del lavoro che ha un'ottica completamente diversa da quella di studente.
In secondo luogo significa realizzare un sogno...certo sono consapevole che la vera sfida comincia ora, ma diventerò fisioterapista!!!!!!
Infine significa uscire finalmente dall'incertezza di questo periodo, dal dover rimandare sempre tutto, dal non poter far programmi perchè "chissà se.." ...da qualche mese a questa parte mi sento sospesa su di un burrone, a camminare su un sottile filo...un passo falso e tutto perduto...ora l'altra riva si avvicina, ormai manca veramente poco...l'esame di stato, tra meno di 2 settimane, un terno al lotto ma come l'han fatto gli altri lo farò anch'io...la tesi, finita, ormai è fatta e pazienza se verrà valutata poco perchè l'argomento è considerato da qualcuno di "serie B"...la discussione, in cui bisognerà saper vendersi bene....e poi FINITO!!
E chissà che finalmente, nel mio cuore e nella mia mente possano trovar posto progetti più grandi che continuano ad incalzarmi ma a cui non posso ancora dar retta...e mi troverò davanti una strada tutta nuova, per certi versi insidiosa, bellissima per altri..da percorrere al fianco delle persone di sempre e con uno zaino ricco , ma ancora quasi vuoto sulle spalle...
Grazie per avermi ascoltato ancora una volta
lunedì 20 ottobre 2008
Ljubljana square...
Passeggiando per una delle piazze di Ljubljana abbiamo trovato una fontana "vivente".
Si chiama "VERTICE"... Vedere per credere...
Peccato non aver trovato nessuno disposto a bere o lavarsi la faccia durante il video!
He he he...
Si chiama "VERTICE"... Vedere per credere...
Peccato non aver trovato nessuno disposto a bere o lavarsi la faccia durante il video!
He he he...
venerdì 17 ottobre 2008
martedì 7 ottobre 2008
incontro Macondo
Incontro con SERGE LATOUCHE sul tema La sfida della decrescita presso l'istituto Graziani, via della cereria a Bassano del Grappa (VI) Venerdì 24 ottobre alle ore 20.30
«Tempo è di tornare poveri per ritrovare il sapore del pane, per reggere alla luce del sole, per varcare sereni la notte e cantare la sete della cerva. E la gente, l’umile gente, abbia ancora chi l’ascolta, e trovino udienza le preghiere. E non chiedere nulla». [David Maria Turoldo]
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