domenica 15 giugno 2008

Per Anna

Ciao Anna. Ho visto entrambi i tuoi commenti ma non sapevo come contattarti!
Questo blog è nato per poter condividere l'ultima esperienza che abbiamo fatto in Uganda. Io sono un Acholi e con il mio nome ho battezzato questo blog: "Nato in una terra straniera".

Ed è proprio grazie al contributo di tanti "stranieri" che esso continua a fiorire, post dopo post.
Metto "stranieri" tra virgolette perchè per me non sono solo persone geograficamente e culturalmente diverse, ma anche l' amico/a che ci vive accanto e che rimane comunque diverso in quanto unico al mondo!

Mi spiace, non posso aiutarti nella tua ricerca, e non voglio nemmeno che questo sia un blog "di categoria". Sarò comunque grato di saperti nostra amica!

Un abbraccio anche a te...

Otim


PS: Se posso esserti utile in quealche modo lasciami la tua mail in un qualsiasi post, anche remoto. Provvederò a cancellare il tuo commento il prima possibile.

venerdì 13 giugno 2008

(…) L’ho vista arrivare da lontano. Mi sono alzato. Anche se era un gioco, ero comunque emozionato. Indossava un vestito estivo color panna. In mano aveva un libro e un sacchetto. Quando è arrivata davanti a me, ci siamo sorrisi. Era il nostro film e a noi piaceva fare gli attori, recitavamo la parte con emozione e divertimento.
Di solito per sposarsi bisogna credere che sarà per sempre. Anche se il per sempre non esiste. Ci devi credere.
Il rito è stato breve. Siamo rimasti in silenzio guardandoci negli occhi per qualche minuto. “Non vedo l’ora di sposarti” le ho detto.
“Anch’io” ha risposto lei.
Ho tirato fuori i due anelli e ce li siamo infilati reciprocamente.
A quel punto le ho letto le parole, tratte dalla canzone Time Has Told Me, che il mio testimone Nick Drake aveva scritto e che io avevo scelto per lei:
E il tempo ti dirà
di starmi vicino
di continuare a cercare
finché non ci sarà più niente da nascondere…
E allora lascia le strade che ti fanno diventare
quel che non vuoi veramente essere
lascia le strade che ti fanno amare
chi non vuoi veramente amare.
Il tempo mi ha detto
che è difficile trovare una come te
una cura tormentata
per una mente piena di problemi.
E il tempo mi ha detto
di non chiedere di più
perché un giorno il nostro oceano
troverà la sua riva.
Lei si è commossa, l’ho capito. Poi mi ha letto un pezzo del sonetto 116: aveva scelto come testimone Shakespeare. La traduzione l’aveva fatta lei:
Non ammetterò impedimenti al matrimonio di due menti sincere.
L’amore non è amore se si altera di fronte a degli ostacoli.
Oh no, è un punto fissato per sempre che osserva le tempeste e non ne è mai scosso.
È una stella cui si riferisce ogni barca alla deriva.
Mentre leggeva mi ero completamente dimenticato che il nostro matrimonio era solo un gioco. Quelle parole le ho sentite vere.
Ci siamo baciati.
“Dobbiamo scambiarci la promessa. Io l’ho scritta mentre facevo colazione questa mattina” mi ha detto. Ha tirato fuori un tovagliolo di carta e ha letto: “Accetto te, Giacomo, come mio sposo, offrendoti di vivere profondamente questi giorni che ci restano. Di assaggiare con te i frutti delle mie decisioni, dei miei pensieri e dei miei sentimenti. Ho scelto come doni ciò che sono stata, ciò che sono e ciò che sarò. Tu sei quello che volevo succedesse alla mia vita.”
“Io non ho preparato niente, a parte Nick Drake.”
“Inventa.”
Dopo qualche secondo ho detto: “In tutta lealtà prendo te, Michela, come mia sposa per i prossimi quattro giorni. Prometto di non farti promesse, ma di vivere e condividere con te la capacità di amare e amarti, sempre in maniera spontanea. Tu sei la donna con cui mi sono sentito più bello e ciò che ho visto di me stando con te sarà eterno”.
Mi ha dato un bacio. “Ciao, marito mio” mi ha sussurrato.
(F. Volo, Il giorno in più)

MENO 365

Lo so, dal titolo qualcuno mi considererà patetica, ma per questa volta l’accetto. Anche se non è proprio nel mio stile, visto che non ricordo nemmeno il giorno del nostro primo bacio, e soprattutto visto che non abbiamo mai calcolato la data precisa dell’inizio della nostra storia!!!
Comunque sì, oggi manca esattamente un anno al mio matrimonio. Ho talmente tanti pensieri che mi passano per la testa che non so precisamente da dove cominciare. Forse provando a esplicitare con le parole cosa significa per me! Sembra facile!!!
Il matrimonio per me è l’inizio della mia storia d’amore, della mia famiglia, la MIA famiglia. Lo vedo come un inizio perché fino ad ora abbiamo fatto un sacco di prove a stare assieme, abbiamo condiviso milioni di momenti, ma niente sarà paragonabile a vivere la nostra quotidianità…alzarsi la mattina assieme, fare colazione, aspettarsi per cenare, decidere di non fare un bel niente seduti sul divano…è una parte del matrimonio che aspetto con ansia, che a volte mi da la forza di non prendere e scappare dalla mia realtà quotidiana a volte così solitaria. Voglio poter essere libera di non fare niente assieme…quante cose abbiamo fatto in questi 7 anni, esperienze le più disparate legate dalla voglia di crescere, di scoprirsi, di scoprire gli altri, il mondo! Ora e tempo di concretizzare tutto questo nella nostra storia quotidiana. Sembrerà banale l’ogni giorno ma è solo quello che ci rende capaci di costruire una storia nuova, diversa.
Ma il matrimonio per me non riguarda solo una storia d’amore, riguarda anche la mia storia. Sento che ho davvero un disperato bisogno di spiccare il volo, di rendermi finalmente indipendente, libera non tanto dai vincoli che possono esserci in ogni famiglia, ma libera di esprimere quello che veramente sono, senza paura di deludere nessuno, senza sensi di colpa o vergogna. Non so se riuscirò mai a spiegare che razza di liberazione sarà, credo quasi una rinascita. Questo è forse uno dei motivi principali per cui piango sempre al pensiero del mio matrimonio, perché ho proprio voglia di aprire una pagina completamente nuova della mia vita. E lo faccio con una persona che mi aiuta perché mi ha sempre amato a prescindere dagli umori e dalle situazioni. Mi ha sempre amato perché ero soltanto io, in tutte le sfaccettature.
Mancano 365 giorni, un’eternità!

giovedì 12 giugno 2008

Outlet


Per qualche maschietto questo cartello potrebbe voler dire la salvezza del proprio partafogli, per le donne un buon motivo per bocciare un luogo turistico, per altri ancora potrebbe essere un segnale che vieta di uscire dal proprio letto (!), in realtà, ahimè, si tratta solo di un vicolo cieco ...


Posted by Picasa

sabato 7 giugno 2008

Nostalgia

Si tratta solo di un po' di nostalgia e voglia di condividere.
Aberystwyth, Wales, the wonderful town in the middle of nowhere:
io abitavo in un appartamentino in una di quelle grazioze palazzine , direttamente sul mare.

venerdì 6 giugno 2008

Pronti, partenza...via!

Un viaggio finisce...e subito ne comincia un altro!

Io, Juan, Chiara, Gandhi e Sabrina ( che per chi non la conosce sarà la mia compagna di viaggio) vogliamo invitarvi tutti presso la sala consiliare del comune Martedì 10 giugno alle 20.30.
Chiara e Juan ci racconteranno l'esperienza del Chiapas e le attività svolte con i bambini e gli insegnanti dell'Istituto Comprensivo Rodari qui a Rossano.

E...dulcis in fundo...
a me e Sabrina verrà dato il "mandato" per continuare l'esperienza in terra messicana.

Anche se solo simbolicamente, sarà l'inizio della mia esperienza, del mio viaggio!

Hasta el martes!besos!